sabato 26 novembre 2011

Ragioni irragionevoli

Spesso conversando con la gente, ma anche con amici e parenti, quando l'argomento della discussione diventa importante e ogni partecipante esprime il suo parere e le sue ragioni. Nulla di strano. Normale, anzi pleonastico.
La stranezza non sta nel parere espresso ma nella mancanza di razionalità nell'esposizione delle argomentazioni a favore della propria tesi: delle opinioni diventano prove schiaccianti, valutazioni soggettive si trasformano in dimostrazioni scientifiche.


Ora la conseguenza madre di tutto ciò è che se si scambia il soggettivo con l'oggettivo avverrà anche il contrario, ovvero i parametri oggettivi forniti da altri verranno giudicati come soggettivi e le dimostrazioni scientifiche regrediranno allo stadio di mere ipotesi o addirittura opinioni, indipendentemente dal fatto che la natura delle constatazioni oggettive è per definizione sono verificabile.

Non stiamo parlando di casistiche isolate, ma di una tendenza comune ad affrontare con modalità errate, a mio modo di vedere, la discussione. L'esempio madre potrebbe essere senza ombra di dubbio la politica, nella quale accade che la persona sposa la causa di un partito e trasforma ogni opinione, linea di pensiero in dati oggettivi e constatazioni palesi che gli altri che non condividono la stesso colore politico paiono negare in palese malafede, quando in verità si è trattato solo di opinioni: da entrambe le parti.

La correttezza nel sostenere una argomentazione dovrebbe partire da analizzare quante argomentazioni sono di natura soggettiva e quali di natura oggettiva e presentarle al proprio interlocutore specificandone chiaramente la natura essendo cosciente che le argomentazioni soggettive sono appunto non condivisibili in termini assoluti.

La mancanza di questo comportamento è segno di mancanza di educazione alla discussione e alla critica unita probabilmente anche ad una scarsa esperienza in questi campi. Ad esempio, sempre nel campo politico, siamo abituati a non valutare criticamente le informazioni che vengono esposte nei dibattiti politici perchè le discussioni che animano sono sempre più spesso di carattere passionale, volte a difendere la propria tesi più che a condividere le proprie argomentazioni con la finalità di conoscere quelle valide altrui.

Quanto paga sostenere una tesi supportata da criteri soggettivi e confutata da altrettante dimostrazioni oggettive? Non può essere solo il desiderio di avere ragione sempre e comunque, o l'incapacità di ammettere il proprio errore o mancanza.

Chiediamoci allora prima di cominciare una discussione:

  • sono disposto a mettere in discussione le mie idee, totalmente?
  • credo fermamente che l'interlocutore sia dotato di raziocinio e che quindi ci sono delle ragioni logiche alla base delle sue decisioni?
  • sono disposto ad ascoltare le sue ragioni?
  • sono cosciente di non avere la verità in tasca?
  • sono cosciente che ci sono sbagli nei miei ragionamenti?
  • sono disposto ad accettare critiche?
Se non rispondiamo con un convinto a tutte queste domande è meglio offrire una birra e parlare di calcio, donne o motori...

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